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SCRIVERE FA STARE MEGLIO: LA TECNICA DELLA SCRITTURA E I SUOI EFFETTI SULLA SALUTE

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Le esperienze traumatiche nell’infanzia, soprattutto quelle di cui non si riesce a parlare apertamente con gli altri, possono esporre le persone ad un più alto rischio di malattia. La tendenza a non parlarne rappresenta infatti uno sforzo stressante che può portare a cambiamenti nei sistemi ormonale, vegetativo, immunitario, connessi ad una maggiore incidenza di malattia.
Durante lo sviluppo di un individuo, il costituirsi di una funzione narrativa è fondamentale per una traduzione in parole dell’esperienza personale. La Tecnica della Scrittura di J.W. Pennebaker è una procedura che attiva questa funzione narrativa, mostrando i suoi effetti positivi sulla salute.
Il primo lavoro di Pennebaker, condotto utilizzando per la prima volta la Tecnica della Scrittura, diede risultati sorprendenti: l’elaborazione scritta di eventi traumatici, aveva migliorato lo stato di salute fisica di un gruppo di studenti, misurata attraverso il numero di visite mediche effettuate nel periodo successivo all’esperimento. Si chiedeva alle persone di scrivere dell’evento più traumatico della propria vita, per quattro giorni, 15 minuti al giorno. Gli autori videro che negli scritti venivano riportati eventi estremamente traumatici e che nel corso dei 4 giorni la modalità di scrivere, la grammatica, la capacità narrativa, la sintassi, migliorarono molto, evidenziando una progressiva elaborazione dell’evento.
In seguito vennero condotti diversi altri esperimenti, alcuni adottando la stessa procedura di base, altri utilizzando alcune varianti alla procedura stessa.

Come funziona la tecnica della scrittura
Secondo Pennebaker, non è semplicemente l’espressione delle emozioni e la riduzione del lavoro mentale necessario a tenere lontano gli eventi dalla coscienza a produrre benefici, quanto piuttosto una riorganizzazione cognitiva dell’evento traumatico. Infatti ciò che produce miglioramenti nella salute delle persone è la possibilità di tradurre le esperienze in parole, l’integrazione di pensieri e emozioni, la capacità di guardare un evento da diversi punti di vista, di individuare cause e conseguenze e di creare connessioni in grado di dare coerenza e significato all’evento stesso. Un vantaggio dell’inserire un evento in una storia è la sua semplificazione: man mano che la storia viene raccontata essa diventa sempre più breve, i più piccoli dettagli tendono ad essere sfumati e vengono ricordati solo gli elementi di rilievo. La costruzione di un buon racconto permette quindi una efficiente rievocazione degli eventi emotivi grazie alla presenza di una storia breve e compatta. Ne consegue che a lungo andare, l’elaborazione di eventi traumatici risulta essere meno faticosa per il soggetto in termini sia cognitivi, sia emozionali ma anche psicofisiologici, in quanto comporta una minore attivazione generale legata all’evento stesso.
La scrittura sembrerebbe consentire anche una modificazione del modo in cui si percepisce sé stesso e l’altro da sé, un ascolto del proprio linguaggio interiore che può aumentare il proprio senso di coerenza.
Infine ci sono dati a sostegno dell’ipotesi che la scrittura influenzi i processi cognitivi e in particolare incrementi la memoria di lavoro, mostrando effetti positivi sulla salute. Eventi stressanti possono ridurre infatti la capacità della memoria di lavoro, incidendo in particolare sui processi di attenzione, attraverso pensieri ed immagini “intrusive” relative all’evento. Una migliore organizzazione del ricordo, ottenuta attraverso la scrittura, potrebbe liberare le risorse attentive impiegate nel controllo di questi pensieri intrusivi, rendendole disponibili ai compiti di memoria di lavoro come la capacità di prendere decisioni, di risolvere problemi e di affrontare eventi nuovi, evitando che questi possano incidere in modo negativo sulla salute.

L’importanza di adattare la Tecnica al contesto
È indispensabile in un intervento, porre attenzione al contesto di riferimento, tenendo in considerazione i bisogni specifici delle persone coinvolte e la relativa domanda. Questo ha portato diversi autori, considerando circostanze e modalità di utilizzo più efficaci per determinati campioni, a variare le istruzioni riguardanti l’argomento da trattare negli scritti e i tempi di applicazione della procedura.

Può la scrittura inserirsi in un contesto terapeutico?
È probabile che scrivere possa essere un valido aiuto in un trattamento. Chiedere alle persone di tenere un diario può facilitare il processo di attivazione del racconto delle proprie esperienze, così come rinforzare un miglioramento o sostenere la modifica di comportamenti poco funzionali.

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