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Disturbi ossessivo compulsivi

Disordine e disturbo da accumulo psicologo Roma

Tra i disturbi di questa categoria, come descritti dal DSM 5, saranno presi in considerazione:

Oltre a questi esistono il Disturbo Ossessivo – Compulsivo indotto da sostanza/farmaco e il Disturbo Ossessivo – Compulsivo dovuto ad un’altra condizione medica. 

Disturbo Ossessivo – Compulsivo (DOC)11148722_10153062494727101_3410899340637776153_n[1]

La caratteristica centrale del Disturbo Ossessivo – Compulsivo (DOC) è la presenza di ossessioni, compulsioni o entrambi.

Con il termine Ossessioni si intendono pensieri, immagini o stimoli interni. Si può avere paura di essere contaminati, possono comparire nella mente scene di orrore o violenza e si può sentire l’impulso di colpire qualcuno. Le Ossessioni causano grande sofferenza e ansia, sia perché sono costantemente presenti, sia perché non sono frutto della volontà della persona, ma anzi sono intrusive. Per far fronte allo stato di agitazione, si tenta di controllare il proprio pensiero evitando quegli stimoli che causano l’ossessione e cercando di sopprimerne la comparsa, oppure attuando azioni o pensieri particolari, cioè le compulsioni.

Le Compulsioni sono comportamenti o azioni mentali che la persona deve attuare in risposta ad una ossessione o secondo una precisa e inalterabile serie di regole. Hanno lo scopo di impedire l’insorgenza di uno stato di disagio o di gestirlo, o il verificarsi di un evento temuto. Un aspetto essenziale delle Compulsioni è il carattere di ripetitività. La sofferenza che genera lo sviluppo della compulsione non può essere neutralizzata con una azione singola. Un altro aspetto è che i comportamenti e le azioni mentali non sono collegati in modo realistico all’evento temuto che vogliono prevenire e comunque sono eccessivi.

Le Ossessioni e le Compulsioni non vanno confuse con quei pensieri e quelle attività ripetitive che possono essere considerate abitudini, come controllare due volte di aver chiuso il gas. Sono caratterizzate da un impiego importante di tempo, almeno un’ora al giorno, e possono avere serie conseguenze in vari contesti della vita. Quando i sintomi sono molto gravi, la persona è costretta a convogliare tutte le sue energie fisiche e mentali nella gestione del proprio vissuto, così da divenire incapace di svolgere qualsiasi altra attività.

Nel Disturbo Ossessivo – Compulsivo giocano un ruolo primario le convinzioni disfunzionali che ne regolano pensieri e azioni: l’eccessiva importanza data ai pensieri, l’intolleranza dell’incertezza, il sovrastimare i pericoli e il perfezionismo. La percezione della disfunzionalità di queste convinzioni e la conseguente possibilità di criticarle possono variare molto. Nei casi di minore gravità del disturbo, non c’è la completa certezza che accadrà la cosa temuta se non si compie l’azione appropriata. Ad un livello medio, la certezza aumenta. A livello più grave, la certezza è completa.

Tra i contenuti delle Ossessioni e delle Compulsioni, quelli che ricorrono con maggiore frequenza sono:

  • ossessioni di contaminazione e compulsione di pulizia (pulizia);
  • ossessioni di simmetria e compulsioni di ripetizione, disposizione e conteggio (simmetria);
  • ossessioni sessuali, religiose o aggressive e compulsioni collegate (pensieri proibiti);
  • ossessione di danneggiare gli altri e compulsione di verifica (danno).

Spesso la persona sviluppa preoccupazioni in più di una direzione, non rimanendo focalizzata su un solo tema ossessivo – compulsivo.

Le reazioni emotive che insorgono nel tentativo fronteggiare il disturbo sono molteplici. Alcune persone provano un forte senso di disgusto, altre hanno importanti vissuti ansiosi che possono portare ad attacchi di panico, altre ancora soffrono di un senso di incompletezza finché non hanno fatto le cose nel modo “giusto”.

Se non viene trattato, il Disturbo Ossessivo – Compulsivo tende a cronicizzarsi, soprattutto se esordisce nell’infanzia e nell’adolescenza, anche se, in alcune persone, si può osservare una remissione nella prima età adulta. Nei bambini è più facile cogliere le compulsioni piuttosto che le ossessioni, poiché le prime sono osservabili. I sintomi sembrano essere più stabili negli adulti che nei minori, probabilmente a causa del fatto che questi ultimi sono in una fase della vita influenzata fortemente dai cambiamenti connessi allo sviluppo.

I maschi tendono a sviluppare più precocemente il disturbo delle femmine e c’è una maggiore comorbilità con i tic nervosi. In genere, i maschi sviluppano sintomi di tipo simmetria e pensieri proibiti, mentre le femmine di tipo pulizia.

I fattori di rischio che possono favorire l’insorgenza di questo disturbo sono:

  • inibizione del comportamento e un’emotività fortemente negativa nell’infanzia;
  • abuso sessuale infantile o altri eventi ambientali, come agenti infettivi e una sindrome autoimmune post – infettiva;
  • parenti di primo grado con lo stesso disturbo e disfunzioni a carico di alcune aree della corteccia.

Le conseguenze del Disturbo Ossessivo – Compulsivo sulla qualità della vita sono direttamente proporzionali al livello di gravità. In termini pratici le problematiche possono essere distinte in due. Da un lato c’è la dimensione temporale: più seri sono i sintomi, maggiore sarà il tempo impiegato nelle ossessioni e nelle compulsioni. Dall’altro c’è la dimensione collegata alla specificità dell’ossessione e della relativa compulsione. Se la persona ha paure di contaminazione tenderà ad evitare gli ospedali o gli studi medici perché sono i posti nei quali è più probabile incontrare qualcuno che può contagiare; inoltre potrà sviluppare patologie cutanee causate dal continuo lavarsi. Se la persona teme di poter danneggiare gli altri, questo causerà gravi difficoltà nelle relazioni interpersonali.

Inoltre c’è da considerare l’eventualità che la persona voglia imporre specifici comportamenti o regole alle persone con le quali vive, allo scopo di gestire e controllare il proprio stato d’animo. Questo può causare gravi problemi, poiché le altre persone, in genere i familiari stretti, devono adattarsi e assecondare le ossessioni e le compulsioni per non esacerbarle.

Disturbo da Dismorfismo Corporeo

Il Disturbo da Dismorfismo Corporeo, o Dismorfofobia, è caratterizzato da un elevato livello di preoccupazione che la persona prova rispetto a difetti che riscontra nel proprio corpo. Tale preoccupazione si focalizza generalmente sulla pelle, percepita come rugosa, pallida, rovinata, sui capelli, troppo sottili o eccessivamente presenti sul corpo o sul viso, sul naso relativamente alle dimensioni o alla forma, ma può riguardare qualsiasi parte del corpo o anche la sua simmetria.

I difetti percepiti possono far sentire la persona brutta e non attraente, ma anche mostruosa, anormale e deforme. La preoccupazione per le proprie imperfezioni occupa molta dell’attività mentale e può essere al centro dell’attenzione per molte ore al giorno. I difetti che sono percepiti come aberrazioni estetiche non vengono notate dagli altri o sono considerati lievi o di poca importanza.

Chi soffre del Disturbo da Dismorfismo Corporeo è costretto a mettere in atto comportamenti o azioni mentali tesi a contrastare la propria preoccupazione. I comportamenti più comuni sono:

  • confrontare il proprio aspetto con quello degli altri;
  • specchiarsi continuamente; eccessiva cura dell’aspetto;
  • “camuffamento” attraverso il trucco o la copertura di quelle parti ritenute difettose;
  • eccessivo esercizio fisico; ricerca di rassicurazione.

Una pratica particolarmente dannosa è lo skin – picking che consiste nel cercare di rimuovere le imperfezioni dalla pelle anche a rischio di creare ferite.

La persona è costretta a spendere molto tempo in queste attività e perde il controllo delle proprie azioni, poiché non ha altro modo di gestire gli stati d’ansia e di disforia. In genere, la qualità della vita ed il funzionamento psicosociale sono gravemente danneggiati con difficoltà nell’ambito scolastico e lavorativo, come in quello delle relazioni interpersonali più importanti. Nei casi più estremi, una persona può confinarsi dentro casa.

In aggiunta al Disturbo da Dismorfismo Corporeo può essere presente la Dismorfofobia Muscolare, che consiste nella preoccupazione di avere un corpo troppo esile e non abbastanza muscoloso. Generalmente è una paura che si riscontra nei maschi e per contrastarla si può ricorrere alla dieta, ad un eccessivo esercizio fisico, soprattutto il sollevamento pesi, ma anche all’assunzione di sostanze che possano far aumentare le dimensioni del corpo e della muscolatura. Di solito, comunque, la corporatura di queste persone può essere normale o anche molto muscolosa.

Nella persona che soffre di Disturbo da Dismorfismo Corporeo, la capacità di rendersi conto che la preoccupazione è effettivamente eccessiva può variare molto, anche se in un terzo o più è presente la convinzione che il difetto percepito non sia fonte di una distorsione. Sono presenti alti livelli di ansia, evitamento sociale, umore depresso, tendenza al perfezionismo e all’estroversione e bassa autostima.

Il Disturbo da Dismorfismo Corporeo esordisce durante l’adolescenza e tende a cronicizzarsi, anche se il trattamento appropriato può apportare dei benefici. Abusi o forme di cura carenti nell’infanzia come anche avere tra i parenti di primo grado persone con Disturbo Ossessivo – Compulsivo aumentano la possibilità di sviluppare questo disturbo.

Disturbo da Accumulo

Il Disturbo da Accumulo è caratterizzato dalla difficoltà a separarsi o a gettare via gli oggetti che spesso non hanno un particolare valore. Generalmente sono quotidiani, vecchi vestiti, libri, borse, ma ogni cosa può essere conservata. L’incapacità a disfarsi delle cose non è transitoria, non si riferisce, cioè, ad un breve periodo nel quale le circostanze impediscono di buttare quello che non è utile.

Disordine e disturbo da accumulo psicologo RomaLa persona che soffre di questo disturbo motiva il suo comportamento affermando che tutti i propri averi hanno una utilità pratica, un valore estetico o sentimentale, ma tendono ad ammucchiarli e mischiarli tutti indistintamente impilandoli uno sopra l’altro, senza sistematicità. Alcune persone sentono una sorta di responsabilità per il destino dei propri oggetti. A volte è presente anche la preoccupazione di smarrire importanti informazioni.

L’accumulazione non è la conseguenza di un atteggiamento passivo, ma è direttamente collegata alla precisa volontà della persona di mettere da parte quello che possiede. A questa si accompagna spesso la tendenza ad acquisire una quantità eccessiva di oggetti non necessari o per i quali non c’è spazio. In genere vengono acquistati, ma possono anche essere oggetti scartati da altri.

Una diretta conseguenza di questo disturbo è che ogni spazio della casa viene riempito di oggetti, tanto da non poter più essere utilizzato per il suo scopo originario. Ma possono essere “invasi” anche veicoli, il cortile, il posto di lavoro come anche le case di amici o parenti. Questi spazi vengono liberati e puliti solo se intervengono altre persone come i familiari o le autorità locali.

Questo disturbo crea importanti problemi. Da una parte di ordine pratico, come la difficoltà di cucinare, di pulire, di mantenere una sana igiene personale. In alcuni casi non è possibile effettuare interventi di manutenzione nella casa. Inoltre possono esserci rischi di incendi e problemi legati alla salute.  Dall’altra ci sono problemi sul lavoro, scarsa salute fisica e un grande bisogno di sostegno dei servizi sociali.

Spesso sono presenti precisi atteggiamenti mentali: indecisione, perfezionismo, evitamento, procrastinazione, difficoltà a pianificare e gestire le attività.

Una forma particolare di questo disturbo è l’Accumulo di Animali. La persona non si preoccupa di provvedere adeguatamente a nutrirli, pulirli e a fornire loro le necessarie cure sanitarie, né di mantenere la casa adeguatamente pulita.

Il Disturbo da Accumulo esordisce generalmente nella prima fase dell’adolescenza e sembrerebbe essere maggiormente presente nei maschi. I sintomi tendono a peggiorare ogni dieci anni. I primi segni della tendenza ad accumulare possono non essere notati, proprio perché i ragazzi tendono a non tenere in ordine gli ambienti di casa. La persona può riconoscere o negare che il proprio comportamento sia problematico.

Un forte fattore di rischio per lo sviluppo di questa patologia è la familiarità. La metà delle persone che sviluppano questo disturbo hanno un parente con lo stesso problema. Altri fattori che possono svolgere un ruolo sono: un marcato atteggiamento di indecisione nella persona e nei suoi parenti di primo grado o eventi di vita particolarmente stressanti precedenti l’esordio.

Tricotillomania (Hair – Pulling Disorder)

La Tricotillomania è caratterizzata dal ricorrente strapparsi capelli o peli del corpo. Le aree maggiormente interessate sono il cuoio capelluto, le sopracciglia e le palpebre. Questa pratica può avvenire molte volte ma brevemente o per varie ore durante il corso della giornata.

La conseguenza principale è la perdita dei capelli o peli, che può non essere chiaramente visibile, se la regione interessata è molto ampia o a causa dei tentativi di nascondere il problema con l’impiego di parrucche o del trucco. I danni provocati alla cute possono essere permanenti e possono verificarsi gravi problemi gastrointestinali se i capelli vengono anche ingeriti. Importanti sono le ripercussioni in vari ambiti della vita, soprattutto quando i danni prodotti sono in aree difficilmente camuffabili.

Chi soffre di Tricotillomania non si strappa semplicemente i capelli, ma segue vari rituali. Si possono estirpare quelli di un preciso colore, con una modalità particolare, oppure maneggiarli dopo averli strappati. Alcune persone lo fanno quasi automaticamente, mentre altre in maniera pienamente consapevole, anche se spesso queste due modalità sono presenti in momenti diversi.

Gli episodi nei quali vengono strappati i capelli o i peli, ai quali possono assistere solo i familiari più stretti, sono preceduti da un forte senso di tensione, seguito da ansia e noia. Tale pratica può produrre gratificazione e sollievo. In genere, la Tricotillomania compare in concomitanza della pubertà e tende a cronicizzarsi, anche se il livello di gravità può variare nel tempo.

La componente genetica ha un peso nello sviluppo di questo disturbo, infatti è più comune tra le persone con Disturbo Ossessivo – Compulsivo e i loro parenti di primo grado.

Disturbo da Escoriazione

La persona che soffre di questo disturbo tende a tirare, sfregare, strizzare, incidere o mordere la propria pelle, fino a causarsi lesioni cutanee. Anche se le regioni interessate possono essere varie, quelle maggiormente colpite sono il viso, le braccia e le mani. Spesso vengono usate le unghie, ma si può ricorrere anche alle pinzette o ad altri oggetti. La persona può tirar via pelle sana, croste dovute a precedenti lesioni, foruncoli e calli per varie ore al giorno, non riuscendo nel tentativo di controllare il proprio comportamento.

Il materiale cutaneo può essere esaminato, manipolato come se fosse un gioco o anche portato alla bocca. Gli episodi del disturbo sono preceduti da un forte senso di tensione, seguito da ansia e noia, e possono produrre gratificazione e sollievo. Alcune persone “aggrediscono” la propria pelle quasi automaticamente, mentre altre in maniera pienamente consapevole, anche se spesso queste due modalità sono presenti in momenti diversi.

Il Disturbo da Escoriazione causa grave sofferenza e sentimenti di imbarazzo e vergogna, e problemi nei contesti sociale, lavorativo e scolastico. Da un punto di vista dermatologico ci possono essere ripercussioni tanto importanti da mettere in pericolo la vita. Anche se può presentarsi a qualsiasi età, il disturbo esordisce più spesso durante la pubertà e colpisce maggiormente le femmine.

La componente genetica ha un peso importante, infatti è più comune tra le persone con Disturbo Ossessivo – Compulsivo e i loro parenti di primo grado.

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